L’associazione Calzini Bucati nasce nel 2004 da un’idea di Enrico Ricci, condivisa fin da subito con
un gruppo di studenti
e amici che, uniti dalla passione per la cultura e la socialità, si incontravano abitualmente presso
la biblioteca del Bandino, uno spazio che, fin dalla sua apertura nel 1999, era diventato un
importante punto di ritrovo e di
scambio per giovani del territorio.
Da quel momento l'impegno dell'associazione è stato quello di soddisfare la necessità di uno spazio
accogliente, silenzioso e sicuro per
studiare durante le ore serali e nei fine settimana, quando le porte delle aule universitarie e
delle altre biblioteche si chiudevano.
Così, grazie alla proficua collaborazione con
il Comune di Firenze e la Direzione della Biblioteca Comunale di Villa Bandini, ci è stato affidato
il compito di mantenere aperti questi spazi d'inestimabile valore culturale.
In quei primi momenti, il gruppo aveva già chiari gli obiettivi e lo spirito dell’associazione, ma
mancava ancora un elemento fondamentale:
il nome. La soluzione arrivò in modo del tutto spontaneo e inaspettato. Un giorno, riuniti a casa di
un amico comune - noto per la sua abitudine di far togliere le scarpe a chiunque entrasse - tutti si
ritrovarono a girare per casa in calzini.
Tra una risata e l’altra, osservandosi i piedi, qualcuno fece una battuta: «Nessuno ha i calzini
bucati!».
Fu proprio in quel momento leggero e conviviale che scattò qualcosa. Quella frase, semplice e
ironica, racchiudeva perfettamente lo spirito del gruppo:
autenticità, informalità e un pizzico di autoironia. Il giorno successivo, quasi naturalmente, venne
scelta come nome ufficiale dell’associazione.
Da quell’episodio nacque così Calzini Bucati, un nome curioso e immediatamente riconoscibile, capace
di raccontare già da solo una storia di amicizia e condivisione.
Enrico Ricci ne divenne il primo presidente, guidando i primi passi dell’associazione e contribuendo
a trasformare un’idea nata tra amici in una realtà viva e partecipata.
Da allora generazioni di studenti si sono susseguite al nostro fianco, passando il testimone della
responsabilità e dell'impegno civico, rafforzando la rete solidale che oggi costituisce il cuore
pulsante dell'associazione.